Nebbie ed altri miracoli

Nebbie e altri miracoli

di Davide G. Zardo

 

Un libro per sognare, un libro per riflettere, ma si può dire questo di tanti libri.

In quell’immagine di uomo che tira su il bavero del cappotto, ed è un gesto che hanno in comune alcuni dei suoi personaggi maschili, pare di vedere l’autore che esamina la realtà, riparandosi da delusioni e rafforzando la ricerca di soluzioni.

Una ricerca nella nebbia che separa e contemporaneamente è terreno di incontro tra il reale e il surreale, tra il concreto e l’improbabile.

Parlare dei racconti significa togliere poesia alla lettura, preferisco quindi parlare dell’anima che pervade la narrazione e trasfiguro la nebbia, più o meno fitta a seconda della necessità, in una serie di veli attraverso cui il fluire dei fatti si dipana.

Ecco il velo a maglie larghe e gentile dell’ironia; può sfuggire, ma sarebbe un errore non tenerne conto: le soluzioni apparirebbero semplicistiche. Bisogna usarlo con quello subito dopo, l’autocoscienza del proprio senso d’impotenza e del rifugiarsi in aspettative improbabili. Ed ecco, a seguire, la ricerca di risorse interiori inutilizzate e fino a trovare, ultimo velo, mani tese ad aiutare.

Ed ecco che dall’approccio magico e quasi misterico si passa a quello mistico, realisticamente privo di santi con lo sguardo al cielo.

Una lettura lieve, ma non leggera, durante la quale è bene alzare il bavero della vestaglia da camera, posto che lo abbia, per ripararsi dal freddo dell’incredulità.

Nebbie ed altri miracoli

Nebbie ed altri Miracoli

 

 

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