RECENSIONI per “19 Sordi”

Gli amici e le loro RECENSIONI compariranno via via qui in un’elaborazione pittorico-fotografica realizzata da TARDeS e da Maria Pacoda.

 

1

Maria Rosaria Soro ha scritto:

“Romanzo sensibile, specchio dell’anima delle donne. Tra passato, presente e futuro, la “normalità” nasconde storie di vita vera e complicata…. da leggere e rileggere!”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2

 

Maria Pacoda ha scritto:

“Teresa è un vulcano di idee, voglia di esternare, sensibilità…….un mix esplosivo col quale ha scritto questo libro.
Racconta del passato, di vite intrecciate, odori, dialetto, appunti, filosofia….donne, situazioni, che lei trasferisce su carta con estrema sapienza…
Eleganza……..
Leggerla è un piacere, inusuale composizione, innovativa….
Assolutamente da rileggere…”

 

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Luigi Arabia ha scritto:

“Piacevole
Ricchezza e varietà espressiva, più stili narrativi che si intrecciano, ma senza caos.
Pregevole, estremamente gradevole, a tratti toccante.
Un tono nostalgico che colpisce il cuore.”

 

 

 

 

 

3

 

Mariagnese Ibba ha scritto:

” Io l’ho letto e devo dire che non mi capita spesso di provare soddisfazione nel ritrovare sentimenti e linguaggio di una levatura insolita ai giorni nostri. Mi complimento con la scrittrice per averci regalato qualcosa di unico nella sua storia e originale nella sua interpretazione.”

 

 

 

 

 

5

 

Adriana Scanferla ha scritto:

“Tre donne, Diana, Rita e Rebecca, i cui fili del destino si intrecciano fin dalla più tenera, infelice infanzia, trascorsa in gran parte all’interno di un convento, un rifugio-ricovero per orfanelle e altre bambine le cui famiglie stentavano tra gravi difficoltà.
Tre bimbe in cerca di una mamma; Diana, perché le è stata strappata fin da ancora in fasce, le altre due, alla ricerca di un abbraccio caldo a cui aggrapparsi senza venirne trascurate o respinte.
Manca, in tutto l’evolversi della splendida narrazione di Teresa Anna Rita de Salvatore, la figura consolatrice della Madre, che tutto accoglie e tutto perdona, colei che anche in mezzo alla miseria più nera, non lesina parole di speranza alle sue creature, e baci e carezze, mischiando lacrime e odori in un abbraccio naturale e primitivo.
Difficile crescere così, difficile soprattutto crescere felici. Infatti per tutto il sapiente romanzo, le tre donne, danzano su taglienti schegge di specchio, che rimandano le sembianze dall’una all’altra, in mille visuali e angolazioni, mentre sostanzialmente la figura femminile è UNA, seppure frammentata.
Felice penna quella di Teresa Anna Rita de Salvatore, che nelle tante “Storie parallele”, inserite a sostenere l’impianto del romanzo, a contestualizzarlo, a riempirlo di immagini, sa descrivere un ambiente del Sud, dove la fatica del vivere è superiore alla felicità della vita stessa e permeata nelle ossa da non appena si avverta l’età della ragione.
Un libro, “19 SORDI” in grado di far riflettere, in cui ci si riconosce a volte; capace di un’introspezione profonda dei personaggi in esame, descritti con una maestria che sembra attingere da Pirandello. Un libro da leggere “19 SORDI”, per conoscere meglio sé stessi attraverso gli altri,
(soprattutto le altre), un libro che ti prende e ti costringe a leggerlo tutto d’un fiato e che quando l’hai finito, ti riprometti di riprendere in mano. Per non rimanere sola.30/03/2016 Adriana Scanferla”

 

 

Pasquale Solano. Recensore artistico e letterario.

Pasquale Solano. Critico d’arte e recensore letterario.

Pasquale Solano ha scritto, relativamente all’episodio-racconto “Anna”: “Convincentissima la narrativa,che a tratti, assume la dimensione di un sogno,narrato con toni sublimi,intervallando l’insieme,in un codice dai risvolti avventurosi. Il finale poi,calca l’eterno riassunto delle favole:” E vissero felici e contenti”- Ottima la descrizione,che stuzzicando la fantasia,riesce a creare una meravigliosa didascalia, dove ogni fotogramma,viene rappresentato dal racconto di questa brava Autrice,che eccelle maestosamente nello sviluppo dell’utopia del romanzo. Brava davvero,non aggiungo altro in quanto le considerazioni, sono superflue.”
Pasquale Solano, critico d’arte e recensore.

 

 

Gabriella Rustici. Letterata, Ricercatrice storica. Teologa.

Gabriella Rustici. Letterata, Ricercatrice storica. Teologa.

Gabriella Rustici ha scritto: Mi piace,l’associazione di luoghi reali e ben identificabili con altri fantastici.Entrambi hanno una sostanza comune nel logo che.non c’è e che i personaggi continuano a cercare come una casa che concili il mondo di fuori con il loro mondo interiore.Ci riusciranno?
“Vite qualunque, luoghi reali che protagonisti e personaggi cercano, luoghi irreali in cui si proiettano, viaggi nel tempo e scontri nel web. Troveranno la loro casa? La loro vita vale più di 19 soldi? Una risposta che dovranno dare i lettori.”
“Anche teatro: tante maschere per un personaggio.”
“E tanti stili nell’unità d’ispirazione. Un panachage di linguaggi in cui l’autrice esplora se stessa e la sua natura multiforme, che diventa il dato fondante della sua scrittura nella pluralità delle visioni.”
“La lettura, a volte impegnativa, propone momenti di sospensione per quando si sarà pronti a cercare l’unità in altri registri, sempre diversi.”

“Nelle descrizioni, nei dialoghi sospesi, nello scambio epistolare di idee, sono presenti flussi di coscienza, equilibri difficili che mostrano una predisposizione al controcanto, al coro a cappella.”

“Alla fine l’armonia e il voler rileggere per trovare ciò che era sfuggito, per goderne e ripensare al tutto.”

 

 

Maria Emanuela Massari. Lettrice colta e insaziabile.

Maria Emanuela Massari. Lettrice colta e insaziabile.

Maria Emanuela Massari ha scritto: “19 SORDI è un libro che, leggendolo, lo si vede e lo si ascolta come un film . La narrazione ha un andamento visionario ed è piena di simbolismi. Non è un libro facile da leggere , ma è un libro che fa riflettere .”

 

 

 

 

 

 

Piergiovanni Deffenu

Piergiovanni Deffenu

 

 

Piergiovanni Deffenu ha scritto:

A me è piaciuto soprattutto un racconto: quello della signora che ha appena fatto il presepe e si riposa su una panca. Se lo guarda soddisfatta anche se non ha fatto tutto da sola e si sente a posto. Ad un certo punto si accorge che seduto vicino a lei c’è Gesù; lei inizia a parlargli e lui la ascolta con attenzione.
Di cosa si può parlare con Gesù? Di tante cose, si capisce! Però se capitasse a me non saprei di cosa parlare. Cosa gli dico che già lui non sa?
Comunque la signora gli parla d’amore: dell’amore di lei per lui fin da bambina, poi dell’amore per il prossimo e poi del marito. Parla molto del marito come in genere fanno le donne (mio marito è disordinato, non si fa neanche il letto, il mio fa tutto in casa, il mio neppure si accorge quando torno dal parrucchiere, zitta che il mio è sempre buttato sul divano…)
Lei ama suo marito nonostante gli anni, i difetti, la tristezza della vita in casa e le divergenze anche profonde sul senso delle cose; lo ama e perciò glielo affida. Gesù ascolta e basta e poi sparisce, tanto che a lei sembra di aver sognato tutto. Torna a casa e trova il marito in piedi e la sedia a rotelle vuota. Un miracolo insomma, come quelli che ci sono nel Vangelo (alzati e cammina, la tua fede ti ha salvato….)
Sembra tutto molto semplice, ingenuo, infantile, una storia per bambini sotto Natale, ma secondo me il messaggio è profondissimo. Penso che percorra tutto il libro.
È l’amore che ci salva, è l’amore che ci fa stare in piedi, è l’amore che ci spinge verso il futuro. L’amore rimesso in circolo dal perdono che Angelino non capisce. Lui non sa quanto si può essere felici con Gesù seduto a fianco.
I poeti laureati mi prenderanno per un sacrestano, ma sono rimasto folgorato da quel racconto! Chi se lo aspettava dopo tanta discussione filosofica e teologica? Dopo Spinoza e tutti gli altri? Spiazzante! Come spiazzante è Gesù. Non parliamo poi dei livelli di lettura dell’opera che sono lì in attesa di essere scoperti. Lei è DANTESCA!
Ovviamente c’è molto altro nel libro, la vita è tutt’altro che un presepe. È una strada accidentata e polverosa, molte volte è una roba da incubo, un inferno. Lei ci fa scendere in molti abissi di dolore, miseria e povertà morale. A tratti sembra che non ci sia proprio speranza di luce. Il fallimento dopo ogni passo. Il vicolo cieco da cui è difficile pure tornare indietro…
E poi tutte queste donne! Come si fa a capirle tutte? Tutti quei cervelli di donna! Aiuto!!
Ecco, nel prossimo libro vorrei trovare qualche maschio in più, sia per vedere se lei si diverte ad esplorare i nostri bassi fondali, sia per avere un po’ di compagnia! Sarebbe più rassicurante 😉
Piergiovanni Deffenu

Sabrina Aranzanu

Sabrina Aranzanu

 

Sabrina Aranzanu ha scritto: “Ottimo libro
Una storia intensa scritta con arte. Un linguaggio sofisticato ed allo stesso tempo semplice e diretto.
Tocca le corde di una sensibilità femminile e non solo, accompagnandoti in un viaggio nelle profonde emozioni della realtà della vita.”

 

 

 

 

Anna Cossu

Anna Cossu Cantante lirica

Anna Cossu ha scritto: ” Libro difficile, profondo, asciutto. Affiorano mostri e drammi interiori, travagli interni, veramente fa riflettere, a tratti poetico, emerge naturalmente una fede ragionata.
In “19 Sordi”, Sordi non sta per persone sorde, ma per soldi, nel dialetto leccese della scrittrice.
L’autrice, non alla sua prima fatica letteraria, rimanda al lettore l’interpretazione, la valutazione e la stessa impostazione problematica delle difficili vite delle protagoniste: tre donne, tema quantomai attuale.
Vite al di sopra di ideologie politiche e religiose, dove si mette fondamentalmente in luce la sospensione dell’identificazione: non si parla di personaggi, ma di persone con sentimenti veri e profondi.
E’ un libro che vuole far riflettere e spinge il lettore a chiedersi cosa altro c’è dietro.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Paolo Penna Sgandurra

Paolo Penna Sgandurra

Paolo Penna Sgandurra ha scritto:”Una storia capace di attrarre, di coinvolgere. E’ avvincente e appassionante. Pagina dopo pagina trasporta il lettore, anche solo per il gusto dell’intrigo, in un’epopea poetica di pregevole fattura. La narrativa è chiara e suscita profonda emozione. Quasi una fiaba, una vicenda che si sviluppa con una trama, un insieme di fili, un tessuto diviso in vari episodi, che, attraverso l’io narrante, vede protagoniste all’inizio, Diana, Rita e Rebecca, ospiti, fin da piccole, di un convento, più precisamente di un Istituto religioso di assistenza napoletano. In seguito quali altri interpreti entreranno nella storia la figlia di Rita e il figlio di Rebecca, oltre alla vicenda parallela di Angelino, un bambino, e di Marika, una ragazzina, separati da un’alluvione, cui farà seguito l’idillio tra Eleonora, la figlia di Marika, ed Angelino. Questo romanzo è scritto con un linguaggio a volte anche difficile da capire, solo per chi non ha studiato, come me, teologia, disciplina che per sintetizzare studia Dio e le religioni. Mi riferisco, per esempio, al nutrito scambio di chat tra l’ateo paralitico Angelino, e la teologa Eleonora. Comunque il racconto è sempre scorrevole e fluido, ha una sua perfetta logica, ed è scritto nella parte iniziale e piacevolmente in dialetto leccese, sia pure con la traduzione istantanea a lato. Davvero una bella storia, con un intreccio, una struttura studiata, elaborata e scritta ad arte. Complimenti!

 

Fulvio Venturi . Direttore artistico, Musicologo, Saggista, Recensore, Scrittore.

Fulvio Venturi . Direttore artistico, Musicologo, Saggista, Recensore, Scrittore.

Fulvio Venturi ha scritto:
“Storia filosofico-surreale di una donna che si decompone in diverse altre realtà, o storie di donne diverse che si ricompongono in una. Un percorso di crescita verso la libertà irraggiungibile. Conoscenza e teologia. 19 sordi di lettura e una lira di riflessione. Da rileggere tante volte per quanti sono i personaggi del libro costruendo ogni volta una storia.
Il libro è intrigante, ma per esso non c’è una soluzione o una sola chiave di lettura. Questo, però, è quello che vuole l’autrice.
Diventa forse faticoso ad un certo punto, verso il finale, il duplice piano narrativo, ma sono certo che esso sia un invito ad usare l’intelligenza, un voluto invito all’attenzione.
La conoscenza di Bateau ivre di Rimbaud aiuta forse l’interpretazione dello scritto”.
Fulvio Venturi .

 

 

 

Titti De Simeis, recensore e saggista.

Titti De Simeis, recensore e saggista.

 

Titti De Simeis ha scritto: ” … un libro di racconti intensi che accompagnano in percorsi segreti, in angoli di sogno, in stanze di luce e colori. Caldo come le storie di una volta ma fresco di scrittura ‘nuova’. Un mondo docile ed invitante, un linguaggio che arriva ad emozionare, fa sorridere ed arricchisce di nostalgia, quella bella che riporta ‘a casa’. I ricordi si mescolano al presente, la fantasia si interseca, armoniosa, alla realtà. Un po’ si torna bambini e un po’ si tace ad ascoltare una vita ‘cresciuta’ nel Sud, padre di ogni bellezza. Grazie a Teresa AnnaRita De Salvatore per aver voluto essere, tra queste pagine, autrice e spettatrice in uno scambio di preziosa reciprocità con noi lettori …”

 

 

 

 

 

 

 

 

Maria Maddalena Piemontese Insegnante

Maria Maddalena Piemontese Insegnante

MariaMaddalena Piemontese Ha scritto: “Leggere “19 Sordi”, il libro di Teresa Anna Rita De Salvatore, è scoprire il suo mondo, è entrare nel suo sguardo, nel suo linguaggio. Scorrevolissimo, concentrato ed essenziale, connota i personaggi fino a farli rivivere, li attraversa di luce per farli vedere in prospettiva nella loro storia…Quasi come se nel buio, senza la sua luce, non avessero consistenza ad esistere .. Perché si sente una grande umanità, una capacità di lettura della persone e della esistenza che mi ha un attimo ricordato l’opera manzoniana. Non è frequente leggere storie , non lo ricordavo dai tempi di Verga, Manzoni.”
Maria Maddalena Piemontese, insegnante.